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UNIVERSITA' DI FIRENZE
Una giornata di studio dedicata alla progettazione e realizzazione di rifugi e canili organizzata dal Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design dell’Università di Firenze
intervento Dott. Paolo D'Agostino dogbox.it
02-12-2008 16:51

COMUNICATO STAMPA
Agugliano, 27 agosto 2007

Il 26 giugno u.s. si è svolta a Firenze una giornata di studio dedicata alla progettazione e realizzazione di rifugi e canili organizzata dal Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design dell’Università di Firenze, diretto dal Prof. Roberto Bologna. Incontro coordinato dall’arch. Cristina Carletti sempre dell’Università di Firenze in collaborazione con la dogbox.it azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di strutture destinate alla cinofilia.
Il seminario dal titolo “UNA CITTA’ PER UOMINI E ANIMALI” è servito ad analizzare e valutare le strategie finalizzate ad una corretta progettazione e gestione di canili e rifugi tenendo conto sia delle necessità degli animali, sia degli operatori che gestiscono quotidianamente le strutture.

L’incontro, al quale hanno partecipato progettisti, tecnici della Pubblica Amministrazione, veterinari, Responsabili ASL ed operatori delle associazioni animaliste, si è svolto con l’introduzione di Enrico Loretti della Commissione Affari Animali della Regione Toscana il quale ha passato in rassegna le leggi in materia e la situazione del randagismo in Toscana.
La parola è poi passata all’ing. Filippo Cioni Direttore dei Servizi Tecnici del Comune di Firenze il quale ha presentato il nuovo progetto del canile comunale. A seguire l’intervento del dott. Mario Miccone del Comune di Roma il quale ha portato l’esperienza del già realizzato nuovo canile sanitario di Roma-Muratella.
Il seminario ha poi trattato i problemi comportamentali degli animali dovuti ad un cattivo ricovero con il contributo della dott.ssa Ilaria Ballotti veterinario comportamentista, la quale ha presentato e spiegato le principali patologie dovute ad una non corretta gestione dei cani e dei gatti nei ricoveri comunali.
Da qui poi il contributo dell’arch. Fricker di Milano sulla progettazione delle strutture rifugio con particolare attenzione alla specificità etologica.
La giornata di studio è proseguita con l’intervento del Responsabile cinofilia della dogbox.it Luca Cardoni il quale ha spiegato le peculiarità di progettazione di un canile rifugio, partendo dalla individuazione delle esigenze primarie e quindi la scelta dei materiali più idonei.
“Le principali caratteristiche che deve possedere un canile ed in particolare un canile rifugio – sottolinea Cardoni - devono essere:igienicità, isolamento termico, solidità e durata nel tempo, facilità nella gestione dei cani, bassi costi di manutenzione, elasticità e modularità, un basso impatto ambientale - Cardoni prosegue poi - “dall’individuazione dei materiali siamo passati poi alla progettazione degli spazi, pensando il box in funzione delle esigenze del cane e quindi dell’operatore. Pertanto abbiamo pensato questo spazio affinché il cane potesse avere una qualità di vita accettabile e migliore di quella in cattività. Lo abbiamo studiato diviso in due zone una zona notte più raccolta e coibentata che riprendesse il concetto di “tana”. Abbiamo pensato invece ad una zona giorno come recinto esterno che avesse la funzione di giardinetto spazio nel quale il cane è a contatto con l’esterno. Abbiamo studiato il box affinché all’interno dello stesso il cane non potesse danneggiare il suo spazio o potesse creare pericolo per se o per gli altri. Quindi abbiamo evitato spigoli o appigli di qualsiasi genere, abbiamo previsto degli infissi speciali con maniglie incassate. Nella zona giorno del box abbiamo fatto in modo che i cani non si vedessero tra loro e questo per evitare inutili abbai oltre ad evitare una condizione di stress per il cane. Dal punto di vista igienico e della profilassi abbiamo sigillato tutte le pareti a terra dei box in modo tale che sia le deiezioni liquide che le acque nere di lavaggio non invadano i box adiacenti ed al fine di evitare propagazioni di possibili infezioni.
Stessa attenzione progettuale – ha concluso Cardoni - è stata prestata per l’operatore. Quando si ha un alto numero di cani da gestire l’attenzione va posta nella velocità e facilità di pulizia unita all’ottimizzazione degli spazi.
A fare la chiusura dei lavori è stato Paolo D’Agostino sempre della dogbox.it il quale ha passato in rapida rassegna gli impianti tecnologici di una struttura canile, quali impianti elettrici, idrici, di abbeverazione automatica, oltre ad impianti speciali di eliminazione degli odori ed impianti di raffrescamento naturale, evidenziandone le peculiarità rispetto ai cosidetti impianti civili.
Il Seminario si è concluso con la presentazione da parte della dogbox.it del primo ECO-PARCO CANILE realizzato in Europa. Si trova nel Comune di Pozzo D’Adda in provincia di Milano ed è gestito da una cooperativa sociale on.lus. Questo è nuovo spazio verde dove trovano ospitalità i cani abbandonati e dove si è cercato di costruire un equilibrio di sostenibilità e autosufficienza energetica. La peculiarità di quest’ultimo progetto è data dal fatto che innanzitutto le acque piovane vengono raccolte e separate e convogliate in un serbatoio per poi essere riutilizzate per la pulizia e l’irrigazione degli spazi verdi. Le acque nere vengono raccolte e portate prima in fossa a decantazione e successivamente trattate con un procedimento di fitodepurazione. Da ultimo l’autoproduzione di energia elettrica tramite impianto fotovoltaico. Questi particolari rendono queste strutture più accettabili anche da parte dei Comuni e degli Enti che rilasciano le autorizzazioni, mostrandosi sensibili ad una progettazione eco-compatibile, quindi più sensibile e rispettosa dell’ambiente.

Allegati
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